Maltese Landscapes

pictures and text by Franco Bruni

mdina       valletta
 Mdina and Valletta: the old and the new capital city
 
Valletta1       birgu
Valletta and Vittoriosa (Birgu)

 

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MALTA: l'isola dei Cavalieri
by  Franco Bruni
(published in “Progress Viaggi” - January, 2005)

    Con i suoi 7000 anni di storia – parliamo ovviamente di presenza “umana” – Malta e Gozo possono aggiudicarsi senz’altro il premio di maggiore longevità se paragonato alle “consorelle” europee. Sono decine i siti templari neolitici databili tra il 4000 e il 3000 a.C., alcuni dei quali ottimamente preservati, che ritroviamo in questi due piccoli lembi di terra nel mezzo del Mediterraneo. Ma se limitate appaiono le dimensioni delle due isole che, nel caso di Malta, arrivano a misurare circa 24 km di lunghezza per 16 di larghezza, al contrario la storia di queste terre nonché le testimonianze megalitiche, puniche, arabe, romane, normanne, ne fanno un incredibile crocevie di culture, e influenze diverse.
    Non saremmo troppo lontani dal vero se affermassimo che la visita dell’arcipelago maltese rappresenta quasi un viaggio attraverso le radici della presenza umana nel Mediterraneo. Le evidenze archeologiche parlano chiaro in merito e la visita di alcuni dei siti templari come quelli di Hagar Qim, Mnajdra, Tarxien e Ggantja (Gozo) ci danno una idea dello straordinario livello culturale dei popoli che abitavano l’arcipelago 6000 anni fà.
Oggi l’aspetto che attrae la maggior parte dei turisti europei, e non solo, è dettato dalla variegata offerta dell’industria turistica locale: pacchetti turistici “low cost” praticamente disponibili nella maggior parte dell’anno, una bellissima stagione balneare assicurata per almeno quattro mesi l’anno, la presenza di attrezzature alberghiere per tutti i gusti e la possibilità di praticare tutti gli sport acquatici costituiscono un “must” per gli aficionados del mare.
    Lasciandoci da parte l’aspetto più squisitamente vacanziero, varrebbe la pena soffermarsi su quegli aspetti che rendono così unica Malta. I misteri che circondano, ancora oggi, gli antichi templi megalitici ci intrigano e rendono quanto mai appassionante la loro visita. E’ incredibile, ad esempio, come sia stato possibile con gli scarsi mezzi a disposizione costruire monumenti di tal fatta 1000 anni prima che venisse costruita la piramide di Cheope... senza contare la presenza del ricorrente motivo decorativo a spirale che ritroviamo contemporaneamente in altre civiltà lontanissime dal Mediterraneo. A questi monumenti eretti alla divinità della “Grande Madre”, come lasciano supporre i numerosi ritrovamenti di statuette raffiguranti appunto una grande donna in posa dormiente – altro motivo ben diffuso nel Mediterraneo -, si contrappone un altro incredibile monumento; ma stavolta si tratta di un tempio sotterraneo (ca. 3500 a.C.) chiamato Hal Saflienim (www.heritagemalta.org/hypogeum.html) detto anche l’Ipogeo, costituito da una serie di ambienti circolari, finemente decorati e disposti su tre livelli a oltre 10 metri di profondità. Anche qui rimane il mistero sul suo uso originario, probabilmente destinato al culto di deità ctonie ma anche luogo di sepoltura come testimoniano i numerosi resti ossei ritrovati in situ.
    Ma Malta è anche un’isola dai profondi contrasti. Abbandoniamo per un istante la silenziosa e maestosa mole dei templi megalitici costruiti lungo le alte e ventose scogliere e ci tuffiamo nella caotica città di Valletta, capitale della Repubblica maltese. Sono almeno due i motivi che fanno di questa città il luogo ideale da cui iniziare la visita dell’isola. Innanzitutto il suo aspetto inaspettatamente rinascimentale/barocco ed in secondo luogo la sua posizione strategica; da essa si dipartono, infatti, gli assi viari principali dell’isola. Ma la ricchezza di Valletta risiede particolarmene nella peculiarità di un impianto urbanistico rinascimentale – fu infatti fondata nella seconda metà del Cinquecento dal Gran Maestro francese Jean Parisot de La Valette su disegno di un architetto fiorentino lungo un istmo roccioso circondato dalle profonde insenature del mare: quale posto strategicamente più azzeccato per fondarvi ex novo una città su misura per le esigenze alquanto raffinate dei Cavalieri dell’Ordine Gerosolimitano di San Giovanni che, dagli inizi del XVI secolo, avevano ottenuto l’isola in feudo dall’imperatore Carlo V. Una raffinatezza che si esprime attraverso le scelte artistiche del Gran Maestro che affidò a maestranze italiane l’edificazione di palazzi, delle chiese, dei famosi Auberges in cui alloggiavano i cavalieri secondo la loro provenienza europea e che oggi ospitano organi governativi e pregievoli Musei. Una città, dicevamo, viavacissima durante il giorno che richiama migliaia di “pendolari” che trasformano il corso principale in un immenso centro commerciale. Ma è di sera, dopo la chiusura dei negozi, che avviene l’incanto quando la città si spopola e sprofonda nel più totale silenzio. Sono questi i momenti che la rendono più affascinante e che ci consentono di percorrere le vie della cittadina con le sue nobili facciate, le numerosissime chiese barocche, aspettandoci da un momento all’altro di scorgere un Cavaliere Gerosolimitano a passeggio, o una processione in pompa magna del Gran Maestro col suo corteo di fronte alla chiesa-fortezza di di San Giovanni Battista.
   Oltre ai palazzi e musei che arricchiscono la Valletta, maestosa compare l’incredibile struttura di fortificazioni e contro-fortificazioni cinquecentesche che circondano per chilometri tutta la città e che con la loro impressionante mole riescono a suscitare ancora oggi un reverenziale timore.
    Se a Valletta cogliamo l’aspetto più ‘europeo’ dell’isola – la dicono lunga i due secoli di permanenza sull’isola dell’Ordine Gerosolimitano e l’oltre secolo e mezzo di colonizzazione inglese – occorre lasciare la capitale e dirigersi nei numerossisimi villaggi e cittadine che costellano l’arcipelago per scorgere un altro aspetto di Malta. E’ in questi luoghi meno conosciuti e poco appariscenti che cogliamo la dimensione più autentica della cultura locale. Immergersi tra le stradine nascoste di villaggi rurali come Ljia, Attard, Zebbug, Qrendi, o quelli costieri di Marsaslock, Vittoriosa, Senglea, è come aprire un sipario su un paesaggio antico, lontano dal fragore della capitale, facendoci piombare nella più autentica dimensione del luogo, con edifici che risentono molto dell’architettura araba e greca: si respira insomma tutta la “mediterraneità” di questi luoghi che emblematicamente raccolgono l’eredità delle passate dominazioni fenicia, punica, araba, normanna etc. E questo si riflette anche nel paesaggio naturale in cui troviamo, come in gran parte dei paesi che si affacciano sul Mediterraneo, quei caratteristici muri a secco pazientemente costruiti a delimitare i confini degli appezzamenti.
Al contrario della costa nord che ha subito in alcuni casi una massiccia cementizzazione a causa del “progresso” turistico, il versante sud-ovest dell’isola è quello che ha mantenuto più inalterato il suo aspetto rurale e urbanistico, ed è anche quello che ci riserva alcune notevoli sorprese. Percorrendo la cittadina di Mdina, antica capitale di Malta, accanto ad un andamento urbanistico che ricorda da vicino la la kasbah delle città arabe, cogliamo significative presenze di architetture arabo-normanne (XIII sec.) nei palazzi Falzon, Inguanez, Santa-Sofia, Gatto-Murina con i loro tipici portali e finestre goticheggianti. Ma tra le facciate medievali fanno capolino di tanto in tanto ricche facciate di palazzi settecenteschi come la Banca Giuratale, il palazzo del Seminario, il palazzo del Gran Maestro e soprattutto la cattedrale che qui ha sede e, che insieme ad altre sei chiese richiama fortemente il tardo-barocco della Val di Noto. Nel 1693 il disastroso terremoto che distrusse la valle sicula, fece sentire i suoi effetti anche su Malta e in particolare a Mdina dove crollarono l’antica cattedrale medievale e numerosi palazzi, poi rimpiazzati da ‘moderni edifici secondo il gusto artistico dell’epoca.
Attraversando le silenti vie di Mdina, assaporandone l’atmosfera intrisa di storia, ci dirigiamo lentamente al vicino abitato di Rabat, fuori delle mura, passando presso le vestigia di una superba villa romana dove spicca un bellissimo mosaico policromo. In poche centinaia di metri un millennio di storia scorre sotto i nostri occhi.
Dalle suggestioni di una storia lontana, ci si dirige, poco lontano da Mdina, ad ammirare ancora una volta gli spettacoli che la natura di questi luoghi generosamente ci regala: le stupefacenti scogliere di Dingli, tra le più alte d’Europa. Non senza essere passati, però, per il cinquecentesco Castello Verdala – all’epoca residenza estiva del Gran Maestro – contornato dall’unico bosco dell’isola (Buskett), anticamente frequentato per le battute di caccia. 
    Anche la più piccola isola di Gozo, con le sue caratteristiche colline, riserva numerose sorprese al turista. La città principale, Victoria, è sormontata da una cittadella fortificata (abbandonata in seguito al terremoto del 1693) da cui si gode la più bella e completa vista dell’isola. 
Anche nei villaggi gozitani, e forse ancora più che a Malta, spicca fortemente il carattere “mediterraneo” con le tipiche case costruite con il locale tufo giallo, la Globigerina, che connota così profondamente l’architettura dell’arcipelago maltese. 
    Ai sonnacchiosi villaggi di Gozo in cui la vita sembra scorrere senza tempo, si alterna una bellissima campagna che a primavera si popola di colori e profumi e in cui non è raro intravvedere qualche mandria di bovini al pascolo. E a Gozo troviamo anche le più belle scogliere dell’arcipelago (Ta ?enc) che con strapiombi di oltre 100 metri regalano emozioni e paesaggi mozzafiato incredibili. Un altro spettacolo da non perdere è la baia di Dweira (“finestra”), dove un immenso arco naturale si propende sul mare creando un paesaggio molto amato dai fotografi soprattutto durante le mareggiate invernali quando il violento rinfrangersi delle onde offre panorami davvero unici. 
     La varietà delle suggestioni che Malta offre tanto al turista “impegnato” quanto a quello “vacanziero” sono molteplici e tali che una sola visita, nonostante le limitate dimensioni geografiche, non è sufficiente per godere appieno di tutti i suoi aspetti. Se l’apprezzamento del mare e delle coste resta appannaggio di un turismo prettamente estivo, chiassoso e giustamente spensierato, è sicuramente nelle stagioni di passaggio che dobbiamo ritornare per cogliere i lati migliori del paesaggio melitense, quando la natura accarezzata dal vento e le infinite sfumature della luce del Mediterraneo ci regalano atmosfere e sensazioni indimenticabili.


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