BRACCIANO

Pictures and Text by Franco Bruni - 2005



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Bracciano: un Natale sul Lago
published in Progress-Viaggi n. 3, 2005


  Situati in maniera equidistante tra loro, quasi a voler rimarcare il proprio territorio, i paesi di Bracciano, Anguillara Sabazia e Trevignano Romano circondano uno dei più suggestivi laghi laziali che dal maggiore dei tre paesi prende il nome. Formatosi con il riempimento di quelle che in origine erano le bocche dell’antico vulcano sabatino, il lago, dalla tipica forma circolare, è circondato dalle dolci alture quasi incontaminate dei Monti Sabatini che costituiscono parte del Parco Naturale Regionale di Bracciano - Martignano. Questo lago costituisce tra l’altro una delle riserve idriche di Roma e ciò fa si che una particolare cura sia rivolta alla prevenzione di eventuali inquinamenti. Non a caso in questa oasi felice, a soli due passi da Roma, sono vietati natanti a motore e l’unica forma di sport acquatici ammessi sono quelli che si affidano alle forze eoliche... e almeno ci si può godere in riva al lago la pacata atmosfera del luogo senza lo strazio degli scooter d’acqua che ormai selvaggiamente imperversano in ogni angolo delle nostre coste.
  La costa è percorribile interamente in auto in un susseguirsi di vegetazione lussureggiante, alberi, coste sabbiose, soprattutto in prossimità dei tre centri abitati che con diligenza civica le comunità locali hanno provveduto nel corso degli ultimi anni a sistemare al meglio ad maiorem commoditatem populi!
  Ma prima di rilassarsi in un bel bagno di sole sulle rive del lago, dedichiamoci alla visita di quello che il territorio circostante ha da offrirci, artisticamente e naturalisticamente parlando.
  Iniziando dal paese di Bracciano che al lago dà il proprio nome, la prima cosa che colpisce l’occhio in lontananza è l’immensa mole del castello quattrocentesco che connota in maniera indistinguibile l’orizzonte. Proprietà dell’antica famiglia romana degli Orsini, passò in seguito nelle mani di un’altra potente famiglia, gli Odescalchi che, trasformandola a suo tempo in una splendida dimora, ne detiene ancora oggi la proprietà. Della sua ricca storia restano le vestigia imponenti del castello, oggi in gran parte visitabile nonché “affittabile” per eventi e matrimoni memorabili. Oltre al castello, vero fulcro del paese, un austero borgo medievale lo circonda con le sue ripide stradine che offrono bei scorci sul lago sottostante. In alcune occasioni queste suggestive strade si riempiono di artigiani e antiquari ambulanti: e tra tanta chincaglieria, qualcosa di interessante è sempre dietro l’angolo a tentarci...
  Percorrendo il lungolago in direzione di Trevignano, solo a pochi chilometri da Bracciano ritroviamo sulla sinistra l’accesso al parco di San Liberato. Questa tenuta, poco conosciuta e preservata dall’amorevole cura dei suoi proprietari come uno scrigno prezioso, costituisce una tappa obbligata per gli amanti della natura e dell’arte. Il parco appartenente ai conti Sanminiatelli Odeschalchi fu acquistato negli anni ’60 dello scorso secolo, mentre la progettazione del parco botanico fu affidata al famoso garden-designer inglese Russel Page. Visitare il parco è un po’ come ritrovarsi in una sorta di Eden, caratterizzato da una scenografica sistemazione di rarità arboree e floreali che attraverso le varie fioriture dei mesi dell’anno creano una infinita e mutevole variazione di colori e profumi. Incamminandosi silenziosamente nella tenuta non è raro scorgere in lontananza famigliole di daini che popolano il bosco circostante. All’attrazione naturalistica si aggiunge poi quella storico-archeologica. E’ questa l’area in cui anticamente passava la Clodia, antica strada romana lungo la quale edifici, terme e ville furono costruite. Nella tenuta di San Liberato ritroviamo in particolare un’interessante chiesetta medievale, dedicata per l’appunto a San Liberato, con tanto di cripta e affreschi del ‘500. A “proteggere” le suggestive forme architettoniche della chiesa che raccoglie tra l’altro vari reperti di età romana, sono da ammirare le due moli ultracentenarie di un fico e di un cipresso posti come due sentinelle nella piazzola antistante la chiesa.
  Lasciata la paradisiaca atmosfera di San Liberato, riprendiamo la via verso Trevignano. Ancora pochissimi chilometri ed un altro cartello ci indica la presenza dei Bagni di Vicarello... Una zona vulcanica, d’altronde, non può non essere caratterizzata da fenomeni sorgivi con caratteristiche termali ed è appunto il caso di Vicarello dove accanto ad un vecchio e abbandonato albergo dei tempi che furono – oggi abitazione prediletta dai piccioni – sorgono i resti ancora ben visibili di un impianto termale d’epoca romana.
  Da Vicarello a Trevignano Romano il percorso è breve e in pochi minuti si giunge al pittoresco villaggio di pescatori. Mentre il paesaggio collinare circondante il paese è stato letteralmente invaso da ville, villette e quant’altro, l’antico borgo ha mantenuto magicamente intatto tutto il suo fascino con le sue minuscole viuzze, la cura degli ornamenti floreali alle entrate delle case, l’atmosfera antica come la vecchietta nel suo abito nero che impassibile scruta i numerosi visitatori che nei weekend qui accorrono, grazie anche ai numerosi ristoranti sul lago che stanno li a “corteggiare” i passanti. Oltre al borgo, merita una visita la rocca medievale degli Orsini che sovrasta il paese e raggiungibile a piedi in pochi minuti: l’ampia vista che si gode del lago ne ripaga la fatica. Nel palazzo del municipio, infine, è ospitato un interessante Museo Archeologico i cui reperti esposti ci narrano di un passato fortemente segnato dalla presenza etrusca.
  Approfittando della visita trevignanese, vale la pena fare anche una puntata ai percorsi naturalistici ricavati nei boschi dei monti che si trovano nei pressi del paese lungo la strada che sale verso Sutri (VT). L’autunno è il momento migliore per passeggiare in questi sentieri quando i castagni creano un tappeto coloratissimo di foglie e ricci... è non dimenticate in questa stagione di portarvi un canestro per raccogliere castagne, asparagi e funghi.
  Terzo paese del nostro tragitto “sabatino” è Anguillara Sabazia, un grazioso villaggio di pescatori arroccato su uno sperone roccioso che scende precipitosamente nel lago. Oltre al palazzo baronale, ricco di affreschi cinquecenteschi e antica residenza dei Conti dell’Anguillara - oggi sede del municipio - il paese non presenta altre particolarità storico-artistiche se non quella di offrire qualche momento di relax, specialmente nei giorni infrasettimanali, lontano dall’assalto domenicale dei romani.
  Da Anguillara il passo è breve all’altro piccolo gioiello naturalistico di questo parco regionale: il lago vulcanico di Martignano. Un piccolo specchio d’acqua circondato da boschi, colline e prati in un’area rigorosamente protetta da ogni speculazione edilizia e/o presenza “indiscreta” che ne possa disturbare l’atmosfera. Una vera oasi per gli amanti della natura.
  L’antica attività vulcanica di queste zone. Oltre alle terme di Vicarello, è testimoniata dalla presenza di altre sorgenti d’acqua sulfurea come quelli della Caldara di Manziana, a pochi chilometri dal lago di Bracciano. Al centro di una vasta pianura circolare circondata da betulle – una presenza rara dato che le betulle crescono a quote molto più alte – un piccolo geyser generato da forti emissioni di gas sulfurei crea un fenomeno piuttosto insolito per i nostri paesaggi. Ancor più curioso il terreno dell’intera pianura circostante: tutto un ribollire di bollicine sul terreno da creare quasi un’atmosfera dantesca.
  Prima di fare ritorno alle sabbiose coste del lago di Bracciano per un meritato riposo, ci si può soffermare nel bellissimo bosco di Manziana, poco distante dalla Caldara. Qui ci immergiamo nella bucolica atmosfera del luogo tra cavalli, muli e bovini allo stato brado che, non curanti della presenza umana, proseguono pigramente il loro pascolo. I sentieri, tutti ben segnati, offrono percorsi di varia durata che possono essere percorsi anche a cavallo.
  Per finire in bellezza, una romantica cena in riva al lago, - rigorosamente a base di coregone, il pesce locale più prelibato – è quello che ci vuole a conclusione di questo itinerario storico-naturalistico.

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